Il meccanismo dello split payment (scissione dei pagamenti) rappresenta un’importante misura introdotta dal legislatore italiano per contrastare l’evasione fiscale e garantire un più efficace recupero dell’IVA (Imposta sul Valore Aggiunto). Questo sistema interessa principalmente le operazioni commerciali tra fornitori privati e la Pubblica Amministrazione, ma si estende anche a determinati enti pubblici e società controllate.
Sommario
Cos’è lo Split Payment?
Il meccanismo dello split payment, introdotto in Italia con la Legge di Stabilità 2015, prevede che, nelle operazioni soggette a tale regime, l’IVA addebitata in fattura dal fornitore non venga pagata direttamente a quest’ultimo, ma sia versata dall’acquirente (ente pubblico o amministrazione centrale) direttamente all’erario. Questo sistema è stato progettato per ridurre le frodi IVA e assicurare che l’imposta sia effettivamente versata allo Stato.
Funzionamento del Meccanismo
Soggetti Coinvolti
Lo split payment riguarda specifici soggetti passivi IVA:
- Pubblica Amministrazione: Ministeri, Regioni, Province, Comuni, ASL, scuole, università, e altre amministrazioni pubbliche.
- Enti Pubblici: Enti di previdenza e assistenza sociale, camere di commercio, ordini professionali.
- Società Controllate dalla Pubblica Amministrazione: Società partecipate in modo maggioritario da enti pubblici o amministrazioni centrali.
Modalità di Applicazione
In una transazione soggetta a split payment, il fornitore emette una fattura indicando sia l’imponibile sia l’IVA. Tuttavia, anziché incassare l’importo complessivo (imponibile + IVA), il fornitore riceve solo l’importo imponibile. L’acquirente, che è un ente pubblico o un’amministrazione centrale, provvede a versare l’IVA direttamente all’erario.
Esempio Pratico
Supponiamo che un fornitore emetta una fattura per la fornitura di beni per un importo imponibile di 1.000 euro con un’IVA al 22% (220 euro). Con il meccanismo dello split payment:
- Il fornitore riceve dall’ente pubblico 1.000 euro.
- L’ente pubblico versa 220 euro direttamente all’erario.
Normativa di Riferimento
La normativa di riferimento per lo split payment è contenuta in vari decreti e leggi, tra cui:
- Legge di Stabilità 2015 (Legge n. 190/2014): Introduzione del meccanismo.
- Decreto Legge n. 50/2017: Estensione dello split payment ad altre categorie di enti e società.
- Legge di Bilancio 2018 (Legge n. 205/2017): Ulteriori estensioni e chiarimenti.
Novità Normative Recenti
Negli ultimi anni, il meccanismo dello split payment è stato soggetto a numerosi aggiornamenti legislativi per ampliarne l’ambito di applicazione e migliorarne l’efficacia. Ecco alcune delle novità più significative:
- Estensione del Campo di Applicazione: Con il Decreto Legge n. 50/2017, lo split payment è stato esteso anche alle società controllate da enti pubblici e a quelle quotate nell’indice FTSE MIB della Borsa Italiana.
- Esclusione di Alcune Operazioni: Alcune operazioni sono state escluse dallo split payment, come quelle effettuate dai soggetti passivi in regime di reverse charge, i cui acquisti sono già soggetti a specifiche modalità di liquidazione dell’IVA.
- Modifiche alle Procedure di Comunicazione: Le modalità di comunicazione delle operazioni soggette a split payment sono state semplificate per facilitare l’adempimento da parte dei soggetti coinvolti.
Implicazioni per i Fornitori
Aspetti Positivi
- Riduzione del Rischio di Inadempimenti Fiscali: Poiché l’IVA viene versata direttamente dall’acquirente all’erario, il rischio di inadempimento fiscale da parte del fornitore viene eliminato.
- Migliore Gestione della Liquidità: I fornitori non devono anticipare l’IVA all’erario, il che può migliorare la gestione della loro liquidità.
Aspetti Negativi
- Compensazione dell’IVA: I fornitori devono far fronte alla compensazione dell’IVA a credito risultante dalle operazioni soggette a split payment, che può comportare una gestione contabile più complessa.
- Impatto sul Cash Flow: Ricevendo solo l’importo imponibile, i fornitori possono riscontrare problemi di cash flow, soprattutto se le operazioni soggette a split payment rappresentano una parte significativa del loro fatturato.
Procedure e Adempimenti
Emissione della Fattura
La fattura deve contenere specifiche diciture per indicare che l’operazione è soggetta a split payment. Ad esempio, la fattura può riportare la dicitura “scissione dei pagamenti” o “split payment ai sensi dell’art. 17-ter del DPR n. 633/1972”.
Registrazione e Versamento dell’IVA
Gli enti pubblici e le amministrazioni centrali devono registrare le operazioni soggette a split payment e provvedere al versamento dell’IVA all’erario secondo le modalità e i termini previsti dalla normativa.
Comunicazioni all’Agenzia delle Entrate
Periodicamente, i soggetti obbligati devono comunicare all’Agenzia delle Entrate i dati relativi alle operazioni sogget te a split payment. Queste comunicazioni possono avvenire attraverso specifici modelli e canali telematici.
Sanzioni e Controlli
Il mancato rispetto delle norme sullo split payment può comportare sanzioni amministrative. L’Agenzia delle Entrate effettua controlli periodici per verificare la corretta applicazione del meccanismo e il regolare versamento dell’IVA.
Considerazioni Finali
Il meccanismo dello split payment rappresenta una misura efficace per contrastare l’evasione fiscale e garantire un più efficiente recupero dell’IVA. Tuttavia, comporta anche alcune complessità operative e impatti sulla liquidità dei fornitori. È fondamentale per i soggetti coinvolti mantenersi aggiornati sulle normative vigenti e adottare le migliori pratiche per la gestione delle operazioni soggette a split payment.