In un contesto economico segnato da incertezza e instabilità, trovare risorse per assumere nuovo personale è diventato sempre più difficile. Ma esiste un’occasione concreta – e spesso sottovalutata – che consente alle imprese sarde di ridurre il costo del lavoro, creare occupazione stabile e ricevere contributi a fondo perduto fino a 2.300 euro al mese per ogni lavoratore assunto.
Sommario
Stiamo parlando dell’Avviso pubblico per gli incentivi all’occupazione promosso dalla Regione Autonoma della Sardegna, attivo dal 2 dicembre 2024, e rivolto alle imprese che assumono disoccupati, lavoratori fragili, over 50 e giovani. Un’opportunità reale, finanziata con ben 40 milioni di euro del Fondo Sociale Europeo Plus (FSE+), e pensata per rilanciare l’economia isolana attraverso il lavoro.
Che tu sia un imprenditore, un consulente del lavoro o un responsabile delle risorse umane, questa guida ti spiegherà come funziona il bando, chi può accedere, quanto puoi ottenere, e soprattutto come evitare errori che potrebbero farti perdere l’occasione. Scoprirai inoltre perché conviene attivare anche la formazione interna gratuita, come scegliere tra regime “de minimis” ed “esenzione”, e in che modo integrare questi strumenti nella pianificazione fiscale e gestionaledella tua impresa.
Incentivi all’occupazione
Dal 2 dicembre 2024, le imprese sarde hanno avuto accesso a una misura straordinaria a sostegno dell’occupazione, promossa dalla Regione Autonoma della Sardegna nell’ambito del Programma Regionale FSE+ 2021-2027. L’Avviso pubblico ha messo a disposizione 40 milioni di euro per incentivare l’assunzione di disoccupati e soggetti fragili, offrendo bonus occupazionali fino a 2.300 euro al mese per lavoratore e contributi per la formazione.
La misura si è rivelata particolarmente attrattiva per le imprese locali, grazie alla possibilità di abbattere il costo del lavoro in modo legale e sostenibile, favorendo al contempo l’inclusione lavorativa di soggetti in difficoltà.
L’obiettivo è chiaro: creare occupazione di qualità e rafforzare la competitività del sistema economico regionale.
Avviso pubblico
L’Assessorato regionale del Lavoro ha pubblicato un Avviso pubblico per incentivare l’assunzione di disoccupati e lavoratori a rischio esclusione socio-lavorativa. L’iniziativa, finanziata dal PR Sardegna FSE+ 2021-2027, si inserisce in tre assi strategici: Occupazione (Priorità 1), Inclusione sociale e lotta alla povertà (Priorità 3) e Occupazione giovanile (Priorità 4). L’obiettivo è duplice: incentivare l’inserimento e la permanenza nel mercato del lavoro e, parallelamente, sostenere la competitività delle imprese regionali, creando nuova occupazione stabile e qualificata.
I beneficiari del bando sono le imprese con almeno un’unità locale nel territorio sardo, con l’esclusione di quelle appartenenti a settori o codici ATECO specificati nell’Allegato A dell’Avviso. I destinatari, cioè i lavoratori da assumere, devono essere maggiorenni, residenti o domiciliati in Sardegna (inclusi emigrati e cittadini non UE con regolare permesso di soggiorno).
Due le categorie di lavoratori per cui è possibile ottenere l’incentivo:
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Categoria A: disoccupati, compresi coloro con redditi da lavoro sotto la soglia indicata.
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Categoria B: persone con difficoltà occupazionali, come over 50, working poor, disoccupati di lunga durata o coinvolti in crisi aziendali.
Il bando prevede due linee di intervento: la Linea A (obbligatoria), dedicata agli incentivi per le assunzioni, e la Linea B (facoltativa), relativa a percorsi formativi aziendali fino a 180 ore, riservati ai soggetti fragili della Categoria B.
Bonus occupazionali
Uno degli aspetti più rilevanti dell’Avviso pubblico riguarda la struttura economica degli incentivi, pensati per agevolare concretamente le imprese che investono in nuove assunzioni. I bonus occupazionali, concessi sotto forma di sovvenzioni a fondo perduto, variano a seconda di tre fattori principali:
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la categoria di appartenenza del lavoratore assunto (A o B);
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la tipologia di aiuto applicata (regime “de minimis” o regime di “esenzione”);
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la fascia retributiva lorda mensile.
Nel regime di esenzione, i bonus vanno da 213 euro a 854 euro mensili sia per la Categoria A che per la Categoria B.
Nel caso di aiuti concessi in regime “de minimis”, i contributi salgono fino a:
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1.000 euro mensili per i destinatari della Categoria A
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2.300 euro mensili per quelli della Categoria B, ovvero lavoratori in condizione di particolare fragilità o svantaggio.
È importante sottolineare che gli aiuti sono parametrati sullo stipendio lordo mensile, e che l’erogazione è subordinata alla durata minima del contratto:
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12 mesi per i contratti a tempo determinato,
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24 mesi per quelli a tempo indeterminato.
Le assunzioni devono essere effettuate a partire dal 1° giugno 2024 e la presentazione della Domanda di Aiuto Telematica (DAT) è possibile dal 2 dicembre 2024 fino ad esaurimento delle risorse. L’ordine cronologico di inviodelle domande, certificato dal portale SIL, sarà l’unico criterio per l’assegnazione del contributo.
Linea B
Oltre al sostegno economico diretto per le assunzioni, l’Avviso pubblico introduce un secondo livello di intervento, fortemente orientato all’inclusione attiva e alla qualificazione professionale. Si tratta della Linea B – Formazione, riservata esclusivamente ai lavoratori appartenenti alla Categoria B, ovvero coloro che presentano maggiore fragilità occupazionale: over 50, working poor, disoccupati di lunga durata o coinvolti in crisi aziendali.
Questa misura prevede la possibilità di attivare percorsi formativi personalizzati, erogati direttamente in azienda, per un massimo di 180 ore complessive.
I contenuti e la durata della formazione vengono modulati in base alle esigenze specifiche dell’impresa e del lavoratore assunto, con l’obiettivo di:
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colmare gap di competenze,
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favorire l’integrazione lavorativa del neoassunto,
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migliorare la produttività e l’adattamento al ruolo.
Pur essendo facoltativa, la Linea B rappresenta un’opportunità strategica per le imprese che intendono investire su risorse umane motivate e qualificate, contribuendo anche alla stabilizzazione dei contratti nel medio-lungo periodo. È, inoltre, un elemento valutativo positivo in ottica di eventuali future misure regionali o bandi integrativi.
Il valore aggiunto della Linea B è quello di affiancare al sostegno finanziario una logica di responsabilità sociale e sviluppo sostenibile, rafforzando l’obiettivo generale del programma FSE+: includere, formare, e creare occupazione di qualità.
Chi può partecipare
Per accedere agli incentivi previsti dall’Avviso, le imprese interessate devono rispettare alcuni requisiti fondamentali. Anzitutto, è necessario che abbiano almeno una sede operativa nel territorio della Regione Autonoma della Sardegna, e che non appartengano ai settori o codici ATECO esclusi, elencati nell’Allegato A dell’Avviso. Non sono previste limitazioni in base alla dimensione aziendale: possono candidarsi sia piccole imprese che medie e grandi.
La procedura di presentazione della domanda è esclusivamente telematica e dovrà essere effettuata tramite il Sistema Informativo del Lavoro e della Formazione Professionale della Regione Sardegna (SIL), accessibile all’indirizzo: www.sardegnalavoro.it. L’impresa dovrà compilare una Domanda di Aiuto Telematica (DAT) completa di tutti i documenti richiesti e firmata digitalmente dal legale rappresentante.
Le domande potranno essere inoltrate a partire dalle ore 16:00 del 2 dicembre 2024, e l’unico criterio di priorità sarà l’ordine cronologico di invio certificato dal SIL. Ciò significa che, a parità di requisiti, verranno finanziate per prime le domande inviate per prime. Il bando resterà aperto fino a esaurimento delle risorse, pari a 40 milioni di euro, stanziate dalla Delibera della Giunta Regionale n. 28/16 del 31 luglio 2024.
Come accedere
Per accedere ai contributi previsti dall’Avviso, le imprese devono presentare una Domanda di Aiuto Telematica (DAT)attraverso il portale SIL Sardegna, disponibile al sito ufficiale www.sardegnalavoro.it. La procedura sarà attiva a partire dalle ore 16:00 del 2 dicembre 2024 e rimarrà aperta fino a esaurimento dei fondi disponibili (40 milioni di euro). L’ordine cronologico di presentazione farà da unico criterio di priorità, quindi tempismo e precisione sono essenziali.
Ecco i passaggi da seguire:
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Registrazione sul SIL: il legale rappresentante dell’impresa, munito di SPID o CNS e firma digitale, deve accedere alla propria area riservata nel SIL, o effettuare la registrazione se non è già presente.
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Compilazione della DAT: si compila il modulo telematico, inserendo i dati dell’impresa, del lavoratore neoassunto, il tipo di contratto, la categoria di appartenenza (A o B), la retribuzione mensile, e la linea richiesta (solo A o A+B). La Linea A è obbligatoria, la Linea B facoltativa.
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Documentazione obbligatoria:
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Copia del contratto di lavoro sottoscritto
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Dichiarazione del lavoratore sullo stato di disoccupazione o categoria di appartenenza
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Prospetto economico con l’importo del contributo richiesto
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Eventuali allegati per la Linea B (programma formativo, calendario, tutor aziendale)
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Firma digitale e invio: la domanda va firmata digitalmente dal legale rappresentante e inviata attraverso l’applicativo del SIL. Il sistema rilascia una ricevuta con data e ora di invio, che rappresenta il riferimento ufficiale per l’ordine cronologico.
È consigliabile predisporre tutta la documentazione in anticipo per evitare errori o rallentamenti, vista la modalità “a sportello” del bando.
Vantaggi fiscali
Le imprese che hanno aderito al bando hanno ottenuto risparmi significativi sul costo del lavoro. I contributi percepiti sono, nella maggior parte dei casi, non imponibili, e pertanto non concorrono alla base imponibile IRES e IRAP, generando un ulteriore vantaggio fiscale.
Inoltre, la possibilità di attivare formazione finanziata ha aumentato la qualità delle assunzioni e migliorato la produttività interna. Le aziende hanno potuto assumere lavoratori svantaggiati con un costo del lavoro ridotto, aumentando la propria responsabilità sociale e migliorando l’accesso a futuri bandi pubblici.
Pianificazione e consulenza
Molte imprese che hanno già beneficiato dell’Avviso si sono affidate a consulenti del lavoro e commercialisti specializzati per pianificare le assunzioni, ottimizzare la scelta dei contratti, valutare le opzioni tra regime “de minimis” o “esenzione”, e garantire il rispetto di tutti gli obblighi post-assunzione.
Il supporto professionale ha permesso di:
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aumentare il valore del contributo ricevuto
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evitare errori formali nella domanda
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integrare gli incentivi nella pianificazione fiscale e finanziaria aziendale
Un approccio strutturato consente alle imprese non solo di ottenere i fondi, ma di trasformarli in un vantaggio competitivo duraturo.
Quadro normativo
Gli incentivi previsti dall’Avviso occupazionale rientrano nel più ampio quadro degli aiuti di Stato, regolamentato a livello europeo dall’articolo 107 del Trattato sul funzionamento dell’Unione Europea (TFUE). Per essere compatibili con il mercato interno, tali aiuti devono rispettare determinate condizioni, tra cui trasparenza, proporzionalità e obiettivi di interesse generale come l’inclusione lavorativa o la lotta alla disoccupazione.
Nel caso specifico, le imprese beneficiarie possono scegliere tra due regimi di aiuto:
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Il regime “de minimis”, disciplinato dal Regolamento UE n. 2831/2023 (ex 1407/2013), consente alle imprese di ricevere fino a 300.000 euro complessivi di aiuti in tre esercizi finanziari consecutivi (fino al 31 dicembre 2030). Questo regime è molto utilizzato perché non necessita di notifica alla Commissione Europea ed è accessibile anche alle PMI senza vincoli settoriali, tranne alcune eccezioni.
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Il regime di “esenzione”, previsto dal Regolamento UE n. 651/2014 (GBER), consente l’erogazione di aiuti alle imprese in specifiche condizioni (es. assunzione di soggetti svantaggiati o molto svantaggiati), purché vengano rispettati vincoli stringenti in termini di durata dell’impiego, retribuzione, e mantenimento del posto di lavoro.
Le imprese devono dichiarare esplicitamente nella domanda su SIL quale regime intendono applicare. La scelta influisce sull’importo massimo erogabile, ma anche sugli adempimenti successivi e sul monitoraggio. Un errore nella selezione può comportare la revoca del contributo, motivo per cui è essenziale farsi assistere da un consulente esperto in materia di aiuti di Stato.
Esempi concreti
Esempio 1: Vantaggio per un’impresa artigiana
Immaginiamo una piccola impresa artigiana di Cagliari, attiva nel settore della falegnameria (ATECO ammesso), che assume a tempo indeterminato un lavoratore over 50 disoccupato da oltre 12 mesi, con uno stipendio lordo mensile di 1.400 euro. Il lavoratore rientra nella Categoria B, e l’azienda sceglie di accedere agli aiuti in regime de minimis.
Risultato: l’impresa può ricevere un contributo mensile di circa 2.000 euro per 12 mesi, per un totale di 24.000 euro a fondo perduto. Inoltre, attivando anche la Linea B, l’azienda ottiene la copertura di 180 ore di formazione interna, senza costi, per specializzare il neoassunto nella lavorazione del legno con nuovi macchinari digitali. Il tutto, con zero impatto fiscale sul contributo ricevuto.
Esempio 2: Vantaggio per il lavoratore assunto
Un giovane emigrato sardo, rientrato da Milano, viene assunto da una startup del settore turistico con un contratto a tempo determinato di 12 mesi. Il suo profilo è quello di under 35 disoccupato, e rientra nella Categoria A. L’azienda richiede l’incentivo in regime di esenzione.
Risultato: il giovane entra nel mercato del lavoro con un contratto regolare e una retribuzione di 1.200 euro lordi/mese. L’impresa, dal canto suo, riceve un contributo di circa 700 euro/mese, che rende sostenibile l’assunzione. A fine contratto, il lavoratore ha acquisito competenze, esperienza e una chance reale di stabilizzazione.
Considerazioni finali
L’Avviso pubblico per gli incentivi all’occupazione in Sardegna si conferma come una delle migliori opportunità del 2025 per le imprese che vogliono crescere responsabilmente, investendo nelle persone e nella stabilità occupazionale. Contributi mensili fino a 2.300 euro per ogni lavoratore, formazione gratuita per i profili fragili, abbattimento del costo del lavoro, vantaggi fiscali concreti e accesso facilitato a risorse pubbliche: sono solo alcuni dei motivi per cui conviene agire subito.
In un mercato sempre più competitivo, le aziende che riescono a conciliare crescita economica e impatto sociale sono anche quelle più resilienti, sostenibili e credibili. Ma per sfruttare al meglio questa misura è fondamentale muoversi in tempi rapidi, preparare con attenzione la documentazione e, soprattutto, farsi affiancare da un professionista esperto in fiscalità, agevolazioni e gestione del lavoro.
Il bando, attivo dal 2 dicembre 2024, è ancora aperto e accessibile tramite la piattaforma SIL Sardegna, ma l’accesso ai contributi è vincolato alla disponibilità dei fondi, assegnati secondo l’ordine cronologico di presentazione delle domande. Le imprese interessate farebbero bene a valutare tempestivamente la propria posizione, analizzare i requisiti richiesti e pianificare con attenzione le assunzioni, al fine di cogliere appieno le opportunità offerte dalla misura.
Una corretta lettura dell’Avviso, insieme a una gestione attenta della documentazione e degli aspetti tecnici, può fare la differenza tra un’adesione efficace e una domanda respinta.
In un contesto in cui il costo del lavoro è una delle principali criticità per il tessuto produttivo locale, strumenti come questo rappresentano una leva concreta per investire nel capitale umano in modo sostenibile, mirato e vantaggioso.